Mariposa

Mariposa
(Trovarobato)
2009

Voglio questo disco!


Dopo 4 anni dall’ultimo album Pròffiti Now!, ritorna la “musica componibile” dei Mariposa e prende forma nel progetto (a loro modo) più pop della lunga storia musicale del gruppo.
I Mariposa ripartono dalle loro facce e vengono sbattuti in copertina. Con le teste al contrario, con il sangue alla testa.
Piccole storie metropolitane, con specchi trovati e poi perduti (Specchio), personaggi periferici come il piccolo “Rien à faire” (Clinique Veterinaire) e anonimi alberghi senza telefono (Notel Hotel); a questi si alternano i ricordi infantili delle vacanze “tra Fano e Scarlino” di Zucca. Poi, come in un sogno, andiamo assieme a Stefania Sandrelli a trovare Piero Ciampi al mare (Piero). Le scale da salire sono quelle del fienile, dove la sanguinaria Zia Vienna non ci può raggiungere. A scenderle, invece, le scale fanno paura: fuori una primavera funerea che si porta a spasso la morte (Vattene pur via). Drammi algidi e profondi vengono dissezionati in Poco più in là, mentre un treno viene inghiottito da una galleria per coprirne i misfatti orribili (Sudoku). Di nuovo un ricordo d’infanzia: le pittoresche caselle di uno storico gioco da tavolo degli anni ’80 danno il nome al primo dei due strumentali che chiudono l’album. Tanto è dilatato e ambientale 81 guerra atomica, 84 confronto: rivoluzione quanto è tesa e cinetica la chiusa rock di Can I have bon bon?.
Ritrovare gli oggetti smarriti? Ritrovare un progetto musicale? Trovare un cane abbandonato per strada e cercare una clinica veterinaria? Trovare, rinvenire. Trovarsi alle prese con una vecchia contadina.
“Ritrovare” è uno dei motori immobili di questo album dei Mariposa senza titolo. Un album nel quale anche i Mariposa si sono ritrovati, consolidando su disco gli ultimi quattro anni, forse i più importanti della loro carriera.
Gli sgargianti arrangiamenti orchestrali di Enrico Gabrielli, le cui doti di compositore sono state messe in luce recentemente in “Da solo” di Vinicio Capossela, negli ultimi album di Morgan e nelle orchestrazioni de “I milanesi ammazzano il sabato” degli Afterhours, e la presenza eccezionale del padre del Canterbury sound Daevid Allen (Gong), impreziosiscono un disco che non ti aspettavi dai Mariposa: immediato, diretto, dai colori accesi.
Gli appassionati dell’immaginario del gruppo non rimarranno certo delusi e converranno che nel mondo di questi artisti geniali “le autostrade dei generi sono più che mai aperte al traffico creativo”.


Tracklist:
01 – Specchio
02 – Zucca
03 – Piero
04 – Zia Vienna
05 – Sudoku
06 – Clinique Veterinaire (feat. Daevid Allen)
07 – Notel Hotel
08 – Vattene Pur Via
09 – Poco più in la’
10 – 81 guerra atomica, 84 confronto: rivoluzione
11 – Can I have bon bon?

Audio Preview:
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